Val Pusteria | San Candido, la calda neve


In Sud Tirolo, nell’Alta Val Pusteria, San Candido è un paradiso per gli sciatori di ogni livello ed età. Lasciati gli sci è un villaggio ricco di storia e di indimenticabili prelibatezze.

Con la Audi Fis Ski Cross World Cup, la più importante manifestazione delle settanta che si tengono ogni anno nel caratteristico paese di S.Candido in Alta Pusteria, si è aperta la stagione invernale 2013/2014. Per il quinto anno consecutivo appena prima di Natale si sono svolte le gare di questa fresca disciplina olimpica nata a Vancouver nel 2010. Sulla pista Baranci si sono dati battaglia centocinquanta atleti provenienti da tutto il mondo. Uomini e donne si sono sfidati per le qualificazioni in batterie da quattro concorrenti ciascuna fino ad arrivare alla finale. Un vero e proprio spettacolo su una pista perfettamente preparata dagli organizzatori lunga un chilometro e quattrocento metri, con 250 metri di dislivello e un percorso composto da ventiquattro elementi, salti, gobbe e curve paraboliche disegnato quest’anno dal nuovo creatore austriaco Matthias Ortner. Gli atleti utilizzano un abbigliamento con ampi pantaloni e giacca, con un’attrezzatura da sci da slalom gigante seguendo le norme Fis e raggiungono una velocità massima di 65/70 Km/h su una pista preparata secondo le ferree regole della federazione. A differenza dello sci alpino nello Ski Cross è necessaria tantissima neve per la preparazione dei salti e del tortuoso tracciato che va modellato per una decina di giorni con precisione millimetrica. Quest’anno la manifestazione ha avuto un ulteriore valore aggiunto per gli atleti in quanto la gara valeva per la qualificazione alle prossime Olimpiadi invernali di Sochi.

In questo incantevole scenario dell’Alta Pusteria nel comprensorio delle Dolomiti di Sesto in provincia di Bolzano, lo spettacolo sembra essere tenuto in braccio dalle oltre 5.000 persone giunte da tutte le parti del mondo per tifare i loro beniamini, un grande pubblico disposto lungo tutto il percorso di gara che si snoda giù giù fino quasi a raggiungere il paese, Innichen, come viene anche chiamato in tedesco, che conta poco più di 3700 abitanti. Parte da qui la nostra carrellata attraverso i 77 km. di discese del comprensorio con 31 impianti di risalita, adatti un po’ a tutti. Per gli sciatori esperti, in particolare c’è la possibilità di effettuare in giornata il Giro delle Cime (4 montagne, 30 km. di piste e 10.000 metri di dislivello) con partenza dal Monte Elvo passando per la Croda Rossa, dove si può fare una sosta alla nuova baita Pollaio a godersi uno spuntino a base di piatti tipici come le frittelle di mele tirolesi. La baita si trova alla stazione a valle della funivia Signaue, da dove si riparte alla volta del Passo Monte Croce per raggiungere poi la Ski area Val Comelico, ultima tappa prima di far ritorno al punto di partenza. Le piste sono sempre preparate in modo impeccabile e come si dice in gergo sono lisce come un biliardo. Sulla Croda Rossa per gli amanti degli animali è possibile incontrare l’unica mandria di renne delle Alpi e, una volta alla settimana, il giovedì dopo le quattordici, viene offerta la possibilità di dar loro da mangiare.

Un’altra renna, Rudi, questa volta però di legno, segnala un itinerario didattico che porta appunto questo nome: si tratta di un sentiero avventura, lungo un chilometro e duecento metri, che passa nel bel mezzo del bosco innevato, fra la pista Signaue-Croda Rossa e lo skilift Moso. Dedicato in particolare ai più piccoli è anche un diversivo molto apprezzato durante i corsi di sci dove gli allievi riceveranno tutte le informazioni utili per un corretto comportamento da tenere sulle piste. S. Candido ti accoglie col calore e con la bellezza tipica dei paesi del Sud Tirolo: rimasto a lungo un centro religioso gravitante attorno alla Collegiata, una chiesa-convento per secoli meta di pellegrinaggi, rappresenta l’unico esempio di romanico della zona. Di particolare forma è anche il campanile della Chiesa di S. Michele edificata all’inizio del duecento e le case signorili del XVIII e XIX secolo al centro del paese. Nell’area pedonale, molto frequentata dopo lo sci, è da segnalare il pittoresco negozio di cappelli di feltro (con annessa fabbrica) realizzati dalla famiglia di cappellai Zacher, capitanati dal signor Giovanni, simpatico collezionista di birre. Da visitare assolutamente il Museo delle Dolomiti di Michael Wachtler, scrittore e ricercatore italiano, conosciuto soprattutto all’estero per le sue numerose scoperte in campo geologico. All’interno cristalli, fossili e oro con addirittura una sezione ludica per far sperimentare ai più piccoli la ricerca delle pepite. Se aveste la fortuna di incontrarlo non lasciatevelo scappare: vi racconterà le sue avventure in giro per il mondo. Se si vuole poi pranzare nei pressi della Collegiata il ristorante tipico Zin Senfter propone l’assaggio dei famosi salumi della zona e, nel negozio adiacente (sempre affollatissimo) si può acquistare l’omonimo e celeberrimo speck.

Testo e foto di Gisella Motta RIPRODUZIONE RISERVATA © Latitudeslife.com

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