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Workaway: la piattaforma che permette di viaggiare gratis nel mondo

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Workaway: la piattaforma che permette di viaggiare gratis nel mondo

Come viaggiare gratis nel mondo?“. Questa è la domanda che molto spesso ricorre tra la maggior parte degli appassionati di viaggio, tra coloro che sentono un fortissimo desiderio di viaggiare, ma magari anche un budget limitato.

Ecco che oggi una risposta a questa domanda esiste e la condividiamo con voi: Workaway.

Che cos’è Workaway?

Workaway è una piattaforma che ha come caposaldo l’idea della condivisione, non solo dell’esperienza di viaggio, ma anche della condivisione della propria vita quotidiana. Si tratta di una piattaforma basata sulla filosofia che può essere riassunta in questo modo: lavorare all’estero in cambio di vitto e alloggio.

Workaway, dunque, si preoccupa di mettere in contatto l’host (ovvero la persona che ospita) e il volontario, permettendo a quest’ultimo di vivere un’esperienza all’estero praticamente gratuita (solo le spese del volo o dei vari mezzi di trasporto sono a carico del volontario).

La gamma di destinazioni è estesa a livello mondiale, così come la possibilità di scelta dei vari lavori. Si può infatti trovare disponibilità presso ostelli nella Patagonia cilena, oppure presso ONG operanti coi bambini in Uganda. O ancora, è possibile diventare baby sitter negli Stati Uniti, ma anche aiuto-cuoco nei ristoranti alle isole Fiji.

I lavori infatti spaziano dall’imbianchino all’agricoltore, dall’edilizia al tosare pecore, dal dog sitter al mediatore linguistico. Insomma, ognuno troverà facilmente il lavoro adatto alle sue esigenze.

Workaway: come funziona nel dettaglio

Eccoci dunque alla parte pratica, ovvero capire come utilizzare Workaway per viaggiare in tutto il mondo. Il sito contiene un ampio database di famiglie e di host sparsi su tutti i continenti.

Ciascuno degli host pubblica la propria offerta di ospitalità e specifica la tipologia di aiuto richiesto, quali mansioni sono necessari svolgere e gli eventuali requisiti necessari.

Per poter rispondere all’offerta e candidarsi, è necessario innanzitutto iscriversi alla piattaforma Workaway, che ha un costo di 22€ per due anni, oppure è possibile pagare 30€ se si è una coppia di amici o fidanzati. Infatti tramite Workaway è possibile non solo viaggiare singolarmente, ma anche in coppia e questo è un notevole vantaggio per coloro che vogliono vivere un’avventura simile insieme a qualcuno.

Una volta completato il profilo personale e scelto l’host, lo si può contattare e definire insieme i termini di permanenza e il tipo di lavoro da svolgere una volta arrivati a destinazione. E’ possibile anche leggere le referenze e le recensioni di ogni host, lasciate dai precedenti volontari, così da farsi un’idea su quale host sia meglio scegliere e perché.

Solitamente, i volontari che viaggiano in questo modo lavorano circa 5 ore al giorno per 5 giorni settimanali. Ma ovviamente orari e giorni possono essere concordati di volta in volta con la famiglia o l’individuo ospitante.

Non c’è un tempo minimo o massimo di permanenza richiesto. Quindi si può restare anche solo una settimana o anche 1 anno.

Perché scegliere Workaway

Workaway è semplicemente il tramite che si occupa di mettere in contatto host e volontari, dopo questo passaggio il contatto diretto e le modalità di viaggio le decidiamo noi liberamente.

Si tratta di un’esperienza stimolante non solo perché permette di viaggiare e vedere il mondo a costo praticamente zero (lo ripetiamo, solamente il trasporto è a carico del volontario), ma soprattutto utile ad imparare e ad affinare nuove lingue; a conoscere nuove culture, persone e località che difficilmente si riuscirebbero a visitare; e ovviamente a mettersi in gioco, praticando lavori che magari non ci si sarebbe mai sognati di praticare.

Ovviamente la parola d’ordine in questo caso è adattamento. Ma considerato che si viaggia ovunque senza spendere un patrimonio, possiamo dire che ne vale assolutamente la pena.

Di Sara Rimondi e Lorenzo Amorosi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Puoi leggere altri contenuti di Sara e Lorenzo sul loro blog The Travelization


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