Costa Rica e altri animali



In barca e a piedi per esplorare le foreste intatte della Costa Rica. Un Paese che ha saputo preservare il suo territorio, trasformando la conservazione in business.

La Costa Rica occupa una piccola parte del Centro America, appena 50.000 kmq, stretti tra Oceano Pacifico e Atlantico. Ma mentre la costa pacifica si estende per 1016 km, la caraibica supera di poco i 200 e questo benché la distanza tra i due oceani sia appena di 116 km nel punto più stretto. E’ colpa in parte dei confini terrestri, che si allargano verso ovest nei confronti dei Paesi vicini, Nicaragua al nord e Panama al sud, ma anche di una diversa conformazione. La parte centrale del paese è ricca di rilievi e vulcanica, con una grande conca-altopiano al centro a una quota di 1000/1500 m, la Meseta Central, dove vive più della metà della popolazione e dove si trovano le principali città. La costa caraibica è diritta mentre quella pacifica molto tortuosa, con due grandi penisole, Nicoya e Osa, che formano altrettanti golfi al loro interno.

A chi ama i paesaggi naturali e la fauna, conviene optare per la costa pacifica, comparativamente meno popolata. Magari suddividendo idealmente il viaggio tra mare e terra, per esplorare sia la costa che l’interno. Esperienza indimenticabile è una crociera sullo Star Flyer che parte da Puerto Caldera, sul Golfo di Nicoya, naviga in mare aperto verso nord e in un solo tratto di due giorni arriva a San Juan del Sur, in Nicaragua, poco oltre il confine. Nei giorni successivi ritorna a piccole tappe sostando presso le spiagge e le baie più interessanti della penisola. Già il solo passaggio sul veliero merita il viaggio: si tratta di un quattro alberi, costruito in Belgio ed entrato in servizio nel 1992, lungo 111 metri, capace di ospitare 100 passeggeri e 70 uomini di equipaggio. Ogni tardo pomeriggio quando la musica di Conquest of Paradise, colonna sonora dell’omonimo film di Ridley Scott, si sparge nel profumo di salsedine e il sole si stempera nella luce calda del tramonto, 4.000 mq di vele si spalancano per spingere la nave nel silenzio della notte e lasciare che solo il fruscio dell’acqua accompagni i sogni.

L’assenza di porti d’attracco obbliga il veliero a ormeggiare al largo. E non è un male perché gli sbarchi assumono quasi sempre il gusto dell’avventura, controbilanciando il lussuoso trattamento a bordo. Quelli effettuati dal gommone sono eufemisticamente chiamati wet landing, nel senso che bagnarsi i piedi è il minimo garantito, ma a volte molto di più. Si può scegliere di asciugarsi sulla spiaggia esplorando l’ambiente circostante, popolato da uccelli marini di ogni tipo, fregate e pellicani bruni in volo, limicoli e aironi sul bagnasciuga, e da scoiattoli, piccoli mammiferi e onnipresenti iguane tra le palme, Oppure di dedicarsi a interessanti escursioni. Una, da San Juan del Sur verso la città coloniale di Granada e il lago Nicaragua, punteggiato di isolotti formati dall’eruzione del vulcano Mombacho, ha un interesse prevalentemente turistico e paesaggistico.

Altre prevedono la visita in barca del Parco Nazionale Palo Verde, partendo da Playa del Coco, o l’esplorazione della piccola riserva di Curu, partendo da Isla Tortuga. Chi desidera esperienze più attive si può dedicare al rafting, allo snorkeling o al canopy tour, che altro non è se non passeggiare tra le chiome degli alberi, con l’aiuto di corde e ponti, per apprezzare ciò che da sotto è invisibile. In Costa Rica d’inverno ci sono 30 gradi e piove di rado. Anche i pochi lembi superstiti della foresta tropicale secca in centro America, ormai una rarità, indossano la livrea bruna. Non Palo Verde e Curu, irrigati dai fiumi che li attraversano. Nelle acque fangose di Palo Verde si avvistano facilmente coccodrilli, iguane e diversi tipi di aironi, nella riserva di Curu è facile incontrare le scimmie cappuccino e piccoli mammiferi come l’aguti.

Lasciando la costa per l’interno, una delle aree più selvagge e interessanti della Costa Rica è il Parco Nazionale Corcovado, nella penisola di Osa. Soprattuttonella zona intorno alla stazione dei rangers di Sirena. Gli alberghi più vicini, che stanno all’esterno del suo perimetro, lungo la Baia di Drake, si raggiungono con i battelli che discendono il Rio Sierpe fino al mare. La Costa Rica è un paese attento ai problemi ambientali, con la maggior superficie di aree protette, in percentuale, del pianeta. Una scelta che produce anche un vantaggio economico: il turismo naturalistico è oggi la maggior “industria” del Paese, assieme alla produzione di frutta tropicale, ananas e banane in particolare. Per ora l’inevitabile danno, che persino il turismo più responsabile arreca, è limitato alle troppe seconde case su alcuni tratti di costa e a un po’ d’inquinamento biologico. Ma il fantasma del turismo di massa è in agguato; l’augurio è che rimanga tale.

Testo di Angelo Gandolfi | Fotografie di Sergio Pitamitz © RIPRODUZIONE RISERVATA

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