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Tunisia natura e turismo consapevole

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Tunisia natura e turismo consapevole

Un itinerario inconsueto dalla Medina, cuore della capitale, attraverso zone protette naturali, piccoli insediamenti fra costa ed entroterra, antiche tradizioni di vita e di lavoro.
Testo di Anna Bellisario Foto di Mirco Fiorini

Il Nord-Ovest della Tunisia è senza ombra di dubbio una meta che attira viaggiatori amanti della natura; qui hanno a portata di mano foreste con una fauna ricca e variegata, spiagge isolate e selvagge oltre a montagne e laghi incantevoli. Qui la natura è rimasta tutto sommato ben preservata; quello che conta, tuttavia, è che sono nate una serie di iniziative eco-sostenibili.

Il viaggio inizia nella Medina di Tunisi che dal 1979 è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. La storia del popolo tunisino è narrata in ogni angolo di questa misteriosa Medina e una passeggiata per i vicoli rappresenta una lettura profonda dell’anima tunisina. Perdersi nei vicoli e scoprire le botteghe di vecchi artigiani pronti ad accogliervi e mostrarvi le loro magnifiche opere, svela al turista il carattere fiero di questo popolo.Tunisi può essere girata tramite auto oppure si possono prendere i taxi collettivi, chiamati louage, che sono molto economici ma partono solo quando sono completamente pieni.

Da Tunisi in circa due ore e mezza si può arrivare a Cap Serrat. Nel tragitto vi consiglio di fare una piccola tappa nella cittadina di Sejanane. Qui, da febbraio ad agosto, nei pressi della vecchia stazione, si possono ammirare enormi nidi di cicogne che sono un vero spettacolo. Questa cittadina è rinomata per le ceramiche che riprendono i motivi della tradizione berbera. I numerosi negozi di ceramica che troverete sono quasi tutti gestiti da donne, che vi esorteranno a entrare nei loro piccoli rifugi artistici.

Photogallery Foto di Mirco Fiorini

Percorrendo 20 chilometri di strada selvaggia, da Cap Serrat si arriva a Sidi Mechreg. Qui non esistono alberghi e ostelli e quindi ci si affida esclusivamente alla rinomata ospitalità dei tunisini che hanno scelto di vivere in questa zona silenziosissima e di valorizzare le risorse naturali e la gastronomia locale. Andate alla ricerca della start up Eco Rand. Si tratta di un centro per le attività di scoperta ecologica (trekking, snorkeling, campeggio) e di valorizzazione della gastronomia locale avviato da Imed Abbassi. Imed sarà lieto di accogliervi e di prepararvi il migliore couscous di tutta la Tunisia, servito in perfetto relax all’ombra di ulivi secolari. Se poi avete voglia di campeggiare siete nel posto giusto!

La tappa successiva a Sidi Mechreg è Tabarka. Si tratta di una cittadina sul mare diventata un porto importante dal quale partivano i prodotti dell’entroterra, famosa per la lavorazione del corallo. Una volta arrivati a Tabarka visitate il laboratorio artigianale di pipe gestito da Anïs Bouchnak, che porta avanti l’attività iniziata dal nonno. In questo laboratorio potrete viaggiare nel tempo e scoprire il lungo processo di lavorazione di pipe straordinarie create con la radica d’erica. A Tabarka oltre al laboratorio artigianale di pipe si trova un’importante impresa creata da Rania Mechergui. Quest’ultima, dopo gli studi alla facoltà di Scienze a Tunisi, ha creato un’impresa sociale e solidale che vuole promuovere e diffondere i prodotti artigianali dei giovani della regione e in particolare delle donne del Nord-Ovest della Tunisia.

Aïn Draham è invece il punto di partenza per escursioni nella catena montuosa circostante, in particolare nella riserva naturale di Aïn Zana, e il punto di ritrovo per escursionisti e cacciatori di cinghiali. Il ristorante dell’Hotel Rihana offre un menù completo con piatti a base di carne di cinghiale cacciato nei boschi circostanti, mentre il punto di riferimento per le escursioni è Base Nature di Azizi Mohammed. Questo centro offre la possibilità di fare un tour in mountain bike per i boschi tra querce zen e alberi da sughero o se preferite a piedi. Passeggiando nel centro di Aïn Draham troverete l’associazione ASSAK, nata nel 1984 a sostegno delle donne artigiane della Kroumirie, dove si producono tappeti berberi e krumiriani. Tutto viene fatto sul posto, a partire dalla filatura della lana grezza tosata dalle pecore del paese.

Un’ultima tappa imperdibile è il sito di Bulla Regia che unisce le rovine e le tracce dei tre periodi: punico, romano e bizantino. Qui potrete avere accesso diretto agli edifici e ai mosaici che, ottimamente conservati, vi lasceranno incredibilmente a bocca aperta. A Jendouba, situata a 154 chilometri da Tunisi e a 50 dal confine con l’Algeria, troverete il laboratorio-club Moz-art di Leila Hleli. Ispirandosi a Bulla Regia, Leila Hleli dopo il master in Restauro e Conservazione dei Beni Culturali ha fondato un laboratorio di mosaici con l’obiettivo di insegnare alle donne della regione a produrre mosaici per aumentare il proprio reddito. Oltre al laboratorio-club Moz-art fate una sosta presso l’associazione Rayhana. Questa associazione, con una forte vocazione economica, è stata fondata nel 2013 da giovanissime donne per la valorizzazione e il sostegno dellefiliere locali e dell’eco-turismo. Da Jendouba si torna verso Tunisi con gli occhi pieni di meraviglia e il cuore gonfio di emozioni per gli splendidi paesaggi e le diverse iniziative eco-sostenibili di questa indimenticabile regione della Tunisia.

Testo di Anna Bellisario Foto di Mirco Fiorini|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

Info: Ente Nazionale Tunisino per il Turismo, via Pantano 11 Milano 20122 Milano tel. 02 86453044 – fax 02 822752  www.tunisiaturismo.it

Come arrivare: con l’aereo Tunisair, Ryanair, Air France, Alitalia da Milano Malpensa, Bologna, Venezia, Roma Fiumicino, Napoli e Palermo. Con la nave dai principali porti italiani www.ctn.com.tnwww.gnv.itwww.grimaldi-lines.com

Quando andare: tutte le stagioni.  Preferibile primavera estate e autunno

Clima: la Tunisia ha un tipico clima temperato. In estate e nelle zone interne le temperature possono salire di molto, ma con tassi di umidità bassi.

Fuso orario: uguale a quello italiano. In Tunisia non è adottata l’ora legale.

Documenti: passaporto con validità residua di almeno tre mesi.

Vaccini: nessuno obbligatorio

Lingua: lingua ufficiale arabo, seconda lingua ufficiale francese conosciuta da quasi tutti i tunisini. Nelle zone turistiche si parla anche l’italiano e l’inglese.

Religione: musulmana con piccole minoranze ebraiche e cristiane

Valuta: Dinaro tunisino, di cui ne è vietata l’esportazione. Si raccomanda di rispettare rigorosamente le norme locali in materia valutaria.

Elettricità: 230 v (compatibile con tutti gli apparecchi italiani) negli alberghi di solito non è necessario  l’adattatore.

Telefono: accordi di roaming consentono di utilizzare i cellulari italiani anche con schede prepagate

Abbigliamento: come in Italia. Consigliabile sempre un abbigliamento comodo e una felpa o una giacca a vento all’occorrenza.

Shopping: prodotti di cuoio, rame, ceramiche e tappeti.

Suggerimenti: La gastronomia tunisina è ricca di prelibatezze. Piatto principe è il cous-cous, ma degni di nota anche il brik, l’harissa e la salade tunisienne. Divini i datteri.

Linkutili:  Rappresentanza diplomatica italiana a Tunisi www.ambtunisi.esteri.it 


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